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L’ipoacusia è una riduzione della capacità uditiva dovuta ad un danno o una degenerazione di una o più componenti dell’apparato uditivo. Si tratta di un problema che, generalmente, si manifesta in modo graduale con sintomi di difficoltà percettiva durante le conversazioni (soprattutto in contesti rumorosi) o se si parla a bassa voce oppure ascoltando la radio o la televisione.

In presenza di calo uditivo, la persona tende ad isolarsi partecipando sempre meno alla normale vita quotidiana e sociale cui era abituato prima.

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I deficit uditivi possono essere classificati in base alla sede del danno o in base alla loro entità.

In base alla sede del danno, l’ipoacusia è classificata in:

  • Trasmissiva: il danno interessa l’orecchio esterno o l’orecchio medio;
  • Neurosensoriale: il danno è localizzato nell’orecchio interno o interessa il nervo acustico;
  • Mista: si ha un interessamento sia dell’orecchio esterno o medio, sia dell’orecchio interno

In base all’entità del danno, invece, il deficit uditivo è classificato in:

  • Lieve: perdita della capacità uditiva compresa tra i 20 e i 40 dB
  • Medio: perdita della capacità uditiva compresa tra i 40-70 dB
  • Grave: perdita della capacità uditiva compresa tra i 70-90 dB
  • Profondo: perdita della capacità uditiva compresa tra i 90-120 dB

Quando il deficit supera i 120 dB su un solo orecchio si ha una condizione nota come anacusia; quando questa perdita è presente su entrambe le orecchie si parla di cofosi.

Diverse sono le cause: nell’ipoacusia trasmissiva distinguiamo:

  • Tappi di cerume
  • Otiti
  • Traumi
  • Timpanosclerosi
  • Otosclerosi
  • Neoplasie maligne dell’orecchio esterno o medio
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L’ipoacusia di tipo trasmissiva non supera mai un deficit di 50-60 dB e, a seconda della causa, non è sempre permanente.

Tra le cause di ipoacusia neurosensoriale, invece vi sono:

 

  • L’età avanzata (presbiacusia)
  • L’esposizione a rumori forti
  • Infezioni virali dell’orecchio interno
  • Assunzione di farmaci ototossici
  • Lesioni craniche
  • Cause genetiche

L’ipoacusia di tipo neurosensoriale è irreversibile.

A seconda del periodo di insorgenza del deficit uditivo, le ipoacusie sono distinte in ipoacusie infantili e ipoacusia dell’età adulta.

Le ipoacusie infantili vengono ulteriormente classificate in:

  • Prenatali: già presenti prima della nascita;
  • Perinatali: l’ipoacusia si verifica durante il parto (ipossia perinatale);
  • Postnatali: si manifesta dopo la nascita.

Le ipoacusie infantili hanno conseguenze importanti sulla qualità della vita del bambino e dei genitori in relazione al periodo di insorgenza e all’entità, perché possono essere associate a disturbi di apprendimento del linguaggio. Per questo motivo è necessario intervenire precocemente.

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Il deficit uditivo dell’età adulta rappresenta la carenza sensoriale più frequente e questo viene definito, in gergo, presbiacusia. L’ipoacusia generalmente si sviluppa in maniera graduale e prima che se ne diventi consapevoli e si accetti il problema, potrebbero iniziare a mancare suoni importanti della vita quotidiana.

Come l’ipoacusia infantile, anche l’ipoacusia dell’età adulta, se non trattata, può avere un impatto sociale sulla vita propria e quella delle persone a noi care. Questa condizione, infatti, rende più stanchi mentalmente e fisicamente nell’affrontare l’attività della vita di tutti i giorni e, a lungo andare, porta a stati depressivi e all’isolamento sociale.